“Mamma me lo compri?” “NO!” “E allora me lo costruisco da solo!”

ottobre 8, 2014

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Quante volte vi hanno tirato il polso e urlato “me lo compri, me lo compri, me lo compri????”
E quante volte avete risposto “No!” e vi siete subiti il loro broncio per giorni?
Cari genitori… non sorprendetevi se la risposta che sentirete di questi tempi è : “Allora me lo costruisco da solo”. Questa è stata la risposta che Cesare Cacitti, alla tenera età di 13 anni ha dato ai suoi genitori e si è costruito così una stampante 3d… seguendo le istruzioni che ha trovato su internet.

Nel ventunesimo secolo, è il momento dei bambini Makers. Sono quelli che si costruiscono i propri giochi e senza saperlo si stanno costruendo il proprio futuro.

Scopri. Inventa. Crea. Sono gli slogan che leggiamo sui cartelli romani che hanno annunciato la Maker Faire Rome e sono i principi di questo grande movimento di Makers che sta invadendo il pianeta. E senza alcun dubbio la cosa più sensazionale della Fiera è vedere così tanti bambini che rompono pezzi di giochi e imparano a ricostruirseli. Che assemblano pezzi senza un senso preciso e poi si ritrovano con un’invenzione geniale in mano. Che grazie ad Arduino hanno dato il via all’era del fai da te digitale. Che il 3 Ottobre, durante l’Education Day si sono riuniti nella sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica, trasformata in uno stadio da Riccardo Luna che prima in inglese e poi in italiano incitava cori futuristici, e dal grande palco ha fatto raccontare ai giovani Maker le loro storie ai propri coetanei. Mille e duecento studenti in sala per la precisione (e diecimila in giro per la Fiera), che li hanno sostenuti e hanno ascoltato con ammirazione e curiosità il loro appello: “Provateci anche voi, senza paura di sbagliare, tutte le nostre invenzioni sono nate per sbaglio!”.

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E sbagliando… C’è chi ha costruito un cannone di caramelle marshmallows che è riuscito a sparare dentro la Casa Bianca al fianco di Obama, ma anche chi a 13 anni è diventato il CEO più giovane al mondo, costruendo sensori che vengono venduti a studenti per riuscire ad assemblare i propri progetti digitali. Chi sta portando facili lezioni di 3d printing nelle scuole e chi studia le mutazioni di un gene legato al cancro al seno, oppure chi ha costruito delle turbine a vento verticali con un’ altezza massima di 5m o delle ragazze che attraverso dei semini potranno dotare di wifi e facilitare la comunicazione tutte le zone colpite da emergenze e disastri in modo facile e veloce.

Queste sono alcune delle storie che la “classe del futuro” riunita sul palco ha raccontato anche al Ministro dell’Educazione Stefania Giannini che, con un’ inversione di ruoli, si è seduta sul banco (del futuro, ovviamente!) ad ascoltare le storie dei Makers e le richieste sentite dei ragazzi nel pubblico per migliorare la propria scuola e ha invitato così tutti a scrivere di questi problemi ma anche a proporre soluzioni nel loro sito della buona scuola con il quale mirano a migliorare l’istruzione italiana.

Da questa giornata portiamo via il messaggio di Luna: “Tutti quanti possiamo essere dei Maker, basta provarci.”

Perciò, a tutti i genitori, se vedete più volte che vostro figlio smonta oggetti, costruisce cose o rimane affascinato non dal monitor di un video game ma da quello che c’è dietro… è probabile che vostro figlio sia un Maker o una Maker. Stimolateli a mettere insieme i pezzi di questa loro piccola, grande passione e un giorno questi hobby potranno diventare qualcosa di più o semplicemente aver contribuito a fare crescere vostro figlio a chiedersi sempre il perché delle cose, andare oltre e capire cosa c’è dietro senza dare per buona nessuna risposta che non sfidi lo status quo.
A tutti i bambini, i giovani e i genitori che sono incuriositi da questo mondo e ancora all’inizio, non abbiate paura. C’è posto per tutti. Compratevi un Arduino, un Raspberry Pi o un Galileo Gen 2 board …Chissà che non scoprite, inventate, o create qualcosa pure voi. Io credo di sì.

Lucrezia Bisignani